BININI PARTNERS

HT Human Technopole – Nuovo Headquarter

La Fondazione Human Technopole è il nuovo istituto italiano di ricerca per le Scienze della Vita

ANNO

2019

AREA

Health, Education & Research

CATEGORIA

Architecture

LUOGO

Milano - Area MIND, ex Expo 2015, Italia

STATO

Concluso

  • ANNO : 2019
  • AREA : Health, Education & Research
  • CATEGORIA : Architecture
  • LUOGO : Milano - Area MIND, ex Expo 2015, Italia
  • STATO : Concluso

La Fondazione Human Technopole è il nuovo istituto italiano di ricerca per le Scienze della Vita.
SPAZIO. ARCHITETTURA. ECOLOGIA. GENETICA.

L’ambiente, le emozioni, il benessere psicologico, la forma dello spazio, luoghi, sensazioni possono modificare la struttura del DNA e quindi chi siamo. L’epigenetica motiva come di fatto l’ambiente, sia Indoor che Outdoor, unitamente alla cultura e alla condizione socio-economica dell’individuo influenzino non solo il comportamento stesso a livello psicologico, ma influenzino il proprio DNA e che in base alle proprie scelte ed al proprio stile di vita si possa influenzare la struttura di ogni singola cellula, condizionando quindi il nostro destino. E che quello che influenza di più l’epigenoma sono le emozioni e la condizione di salute mentale.
Questi concetti, in un periodo storico in cui anche le pratica di ricerca, diagnosi e cura medica stanno profondamente e repentinamente mutando (nell’ambito anche della “genomica”), unitamente ai riflessi e alle implicazioni nella qualità dello spazio del lavoro, nel benessere visivo, empatico, sociale, naturale, dell’architettura, hanno una potenzialità enorme. Una buona ed innovativa progettazione, è capace di disegnare luoghi, emozionali, e “sentimentalmente validi” da riuscire ad influenzare la struttura di una cellula e quindi determinare il benessere di ogni individuo che vive tale luogo.
Allora lo scopo del progetto HT è quello di disegnare luoghi e spazi del lavoro che abbiano una qualità percettiva e sentimentale così alta da rendere il benessere la prima sensazione vissuta.
Luce naturale, disponibilità di spazio, spazi collettivi.
I meccanismi epigenetici fanno sì che questo passaggio avvenga correttamente. “Epi”, dal greco, significa ciò che sta sopra, e l’epigenetica include tutti quei meccanismi di regolazione dell’espressione genica che consentono a una cellula di leggere le porzioni di DNA utili a svolgere le specifiche funzioni cui essa è preposta. I meccanismi epigenetici regolano non solo il processo di differenziamento e riproduzione cellulare, ma anche l’interazione tra geni e ambiente.

LA LAMA EPIGENETICA
Perchè L’ALTEZZA? Perché è in grado di garantire e valorizzare la qualità dello spazio di lavoro, massimizzando le superfici che possono godere di luce naturale, limitando al minimo la larghezza dell’edificio e portandone al massimo l’altezza. Perché l’ALTEZZA conferisce l’ICONICITÀ simbolica e funzionale del LUOGO DI RICERCA, non invisibile, ma visibile e rappresentativo.

SIGNIFICATO E SIGNIFICANTE
Lo sviluppo in altezza, la semplicità volumetrica e la riduzione al minimo possibile della manica, capace comunque di garantire la massima efficienza e flessibilità della pianta tipo, spingono ad un ruolo fondamentale le facciate dell’edificio, che non sono semplicemente una “pelle” superficiale filtrante, ma l’elemento attivo di “trasformazione” e vita attiva dell’edificio come corpo fisico dialogante con la natura e l’insieme del Campus. L’idea di strutturare tutto l’edificio attraverso la creazione di “liane” in calcestruzzo che lo “fasciano” su tutti lati, differenziando la loro frequenza e deformazione, permettono da una parte di filtrare la luce del sole in
modo passivo, dall’altra di reggere il sistema di passerelle esterne per la manutenzione delle facciate vetrate stesse (con conseguente grande risparmio e facilità di gestione); ma, queste “liane” in cls ad alta resistenza, regalano due aspetti di “ambiente e linguaggio”:

  • Dialogano in consonanza ma differenza con il Palazzo Italia, non perseguendo la somiglianza ma una sorta di dialogo altro, che crea un ambiente equilibrato per tutto il comparto.
  • Evocano contemporaneamente il mondo della genetica (DNA) e quello della natura.
  • Esprimono il loro trasformarsi nel dialogo con la natura stessa, permettendo ai rampicanti di salire e, nel tempo, “conquistare” l’edificio, come avviene in molti straordinari edifici milanesi.
  • Rappresentano l’immagine iconica del nuovo edificio di ricerca Human Technopole.

Il linguaggio architettonico “significante e simbolico” delle “liane” della lama di HT, crea quindi una condizione di “completamento e armonizzazione” dell’insieme del Campus, in particolare occupandosi di rendere il Palazzo Italia non un oggetto isolato ed estraneo, ma una parte di un sistema funzionale ed espressivo.
Si parte quindi dal presupposto di utilizzare il massimo dell’altezza possibile (70 m) per perseguire la forza iconica e simbolica dell’edificio e della funzione di Ricerca e la qualità degli spazi di lavoro. Quindi l’equilibrio fra le esigenze fondamentali di efficienza, flessibilità e la qualità della vita quotidiana di chi lavora e ricerca.
Per gli aspetti di efficienza, flessibilità e qualità del posto di lavoro, si sceglie una manica di 18,50 m, che permette alla luce di penetrare in tutto l’edificio, evitando così qualsiasi spazio buio, a meno che, ovviamente, non sia richiesto e necessario per ragioni funzionali. Per lo stesso motivo di efficienza e flessibilità, unito ad un equilibrato utilizzo delle risorse economiche, si punta ad uno sfruttamento massimo della superficie disponibile, limitando gli spazi di circolazione a tre elementi verticali.
Per questo l’edificio nel suo complesso, considerando la manica di 18,5 m e la lunghezza massima possibile di 106 m, si sviluppa su 15 piani, per complessivi 26.600 mq fuori terra e 3500 m² di spazi interrati, ai quali aggiungere i rimanenti 2900 m² circa fra spazi accessori “qualitativi”: terrazze, spazi verdi, spazi di ombreggiatura, zone riunione, arrivando ai complessivi 33.000 m² (circa), con uno sviluppo di 1990,6 m² per piano.
La flessibilità e l’efficienza dell’edificio sono garantite dalla campata libera dalle strutture di 18,5 metri, e dal posizionamento di tre corpi distributivi verticali, sia di circolazione che impiantistici.
Questa scelta planimetrica di sviluppo dell’edificio a “lama”, regala alla collettività 4100 m² di area libera verde, che, unita al sistema degli spazi pubblici a terra, crea un prato verde, naturalizzato, di circa 6000 m².

Questo Parco esalta il concetto di permeabilità naturale, percettiva, e di uso condiviso del suolo a terra indicata dal Masterplan e dal Bando, il “Common Ground”, in sinergia con i principi dell’Urban Health che prevedono la promozione della salute e di corretti stili di vita in ambiente Outdoor mediante strategie quali verde, pavimentazioni, accessibilità, Design for All, etc.
L’Esposizione della lama edificata, che sulla lunghezza è posizionata sull’asse Nord-est/Sud-ovest, permette di prevedere, sempre contemplando la totale reversibilità delle funzioni, il posizionamento dei laboratori principalmente a nord-ovest e degli uffici a sud-est.

Funzionalità e organizzazione:
Il RT, attraverso un’attenta analisi del programma e delle esigenze espresse, nonché sulla scorta dell’esperienza e delle approfondite conoscenze in materia, ha prefigurato uno scenario che, seguendo i criteri di moderna organizzazione e di efficiente e appropriata erogazione dei servizi, individuasse in modo razionale e lungimirante la configurazione del nuovo edificio, con particolare attenzione alle possibilità di sviluppo e potenziamento delle nuove tecnologie e linee di ricerca. Il risultato ottenuto è una struttura dinamica e flessibile, in grado di seguire e di favorire l’evoluzione che sta alla base dello sviluppo di una struttura vocata alla ricerca e all’innovazione. Questa politica, imprescindibile per una corretta progettazione, ha generato un organismo strettamente integrato con il Campus, dotato di grande coerenza intrinseca e che lascia, inoltre, ampie possibilità per gli sviluppi futuri.

Il progetto proposto persegue principalmente due obiettivi: da un lato quello di massimizzare la funzionalità dell’intero complesso al fine di ottimizzare i percorsi, connettere direttamente aree funzionali sinergiche, garantire la massima flessibilità nel tempo sia la livello distributivo, sia funzionale, in merito anche alle diverse tipologie di tecnologie da introdurre; dall’altro ottimizzare lo sfruttamento dell’area per massimizzare l’efficacia dell’investimento, realizzando un’opera iconica e rappresentativa da una parte, coerente con il contesto in cui si inserisce dall’altra.

HT Human Technopole – Nuovo Headquarter


Committente
:
Arexpo S.p.A. (committente ausiliario di Fondazione HT)

Livello del servizio svolto:
Concorso Internazionale di Progettazione

Stato di avanzamento dei lavori progettati:
Non realizzato

Importo dei lavori:
€ 94.518.517,00.

Superficie complessiva:
33.000 m²

Tecnici firmatari del progetto/servizio:
Rudy Ricciotti Agence Architecture
Peluffo & Partners
Binini Partners
GPA Ingegneria

Paesaggio
GreenCure

Strutture
Lamoureaux-Ricciotti

Impianti
Binini Partners

Modellazione Parametrica
Maurizio Giodice
Domenico Faraco

Con
Stefano Capolongo, Andrea Rebecchi, Franco Tozzi Senesi

HT Human Technopole – Nuovo Headquart
AREA MIND MILANO